Recupero vapori d’olio

Come ne abbiamo parlato in precedenti articoli ( qui e qui), nel basamento di un motore a 4 tempi vi è la necessità di generare una lieve depressione, ma in questo ambiente vi sono in sospensione particelle di olio sotto forma di vapori, che vengono risucchiati dall’aspirazione e, come giustametne ha fatto notare un mio lettore (  🙂  ) questi vanno a sporcare il condotto di ammissione e tutte le parti ad esso collegate sino ad innalzare il livelo di alcuni inquinanti e imbrattare le valvole.

Per ovviare, almeno in parte (ma credetemi, è la più importante) a questo inconveniente, si può inserire nel circuito di sfiato un contenitore di raccolta.

Nelle realizzazioni più semlici, da una zona del blocco motore (basamento o coperchio punterie sulla testata) un condotto si versa in un recipiente (indicativamente tra il volume di mezzo e un litro) sostanzialmete chiuso, ma con dei fori sulla parte alta per liberare l’eccesso di aria nell’ambiente.

Questo sistema è senz’altro efficace, molti preparatori lo usano per evitare di inquinare il condotto di aspirazione con i vapori di olio (che da ogni regolamento sportivo è comunque d’obbligo recupararli), ma scarica solo la sovrapressione del basamento, non genera depressione e oltretutto potrebbe essere di dubbia interpretazione legislativa.

Perodicamente si provvederà a svuotarlo recuperando l’olio che vi resta intrappolato.

Un sistema per recuperare automaticamente i vapori di olio è quello di scaricarli si in un recipiente, ma collegare questo sia all’aspirazione, in modo da generare la depressione, sia alla coppa perchè venga riciclato.

Possiamo immaginare di utilizzare una latta, del tipo di quelle che si usavano un tempo per gli oli (in metallo è l’ideale ma anche una buona plastica resistente al calore va bene), a cui faremo tre fori: uno in cima, che sarà collegato all’aspirazione per produrre il vuoto e in cui inseiremo una prolunga del tubo per almeno 4 o 5 centimetri. Uno laerale in alto, che raccoglierà la corrente proveniente dal basamento e uno in basso, di diametro 4 o 5 millimetri, che colelgheremo verso la coppa con un tubo, al quale provvederemo a formare come un sifone, un gomito che raccolga sostanze pesanti.

All’atto dell’avviamento inizierà ad esserci un vuoto all’interno del contenitore. I vapori di olio saranno aspirati ma provenendo da un condotto stretto e inserendosi in un condotto largo si abbasseranno di velocità. Questo permetterà ai vapori di ralentare e le particelle più pesanti non saranno più soggette alla corrente di depressione andando a cadere verso il fondo. I vapori che lambiscono le pareti si raffreddano e si addensano andando anche loro verso il fondo.

Ipotizzando un impianto nuovo, quindi pulito, ci troveremo che anche dal tubo di recupero giungeranno vapori d’olio e anche questi si troveranno a passare da un ambiente a piccola sezione verso un ambiente ad amplia sezione, quindi rallentando la loro velocità e condensandosi.

L’olio condensato nelle pareti e le goccioline in sospensione che non vengono trascinate verso l’aspirazione andranno a raccogliersi sul fondo e transiteranno verso la coppa.

Una parte resterà imprigionata nel sifone e l’eccedenza si riverserà automaticamente in coppa. La parte rimasta nel sifone farà da tappo ai vapori durante il normale funzionamento.

Lo Zingaro.

Per una corretta manutenzione si vedano i prodotti alla pagina editoria

 

 

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