La disareazione del circuito frenante idraulico

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Per un corretto funzionamento del sistema frenante idraulico è necessario che nel circuito non vi siano bolle d’aria. Per questo motivo ad ogni operazione eseguita sull’impianto frenante, come la sostituzione di pompa, pistoncini o l’olio stesso, è necesario disaerare il circuito.

La presenza di aria nel circuito impedisce che la forza impressa al comando del freno (pedale o leva) raggiunga i pistoncini. Questa infatti assorbe la pressione comprimendosi e annullando lo spostamento del liquido.

L’olio stesso è igroscopico: assorbe l’umidità (H2O) che in caso di surriscaldamento si scompone nei suoi elementi fondamentali e diventa vapore acqueo. Vapore appunto, quindi un gas e come tale comprimibile.

La disareazione è un’operazione semplice e alla portata di chiunque abbia un po’ di manualità e richiede pochi strumenti di costo irrisorio e meglio se un amico/collaboratore per un semplice aiuto.

E’ sufficiente una piccola chiave a forchetta (normalmente tra i 7 e i 9 mm), un tratto di tubo plastico trasparente  e un recipiente per il recupero dell’olio.

Si libera la vite di spurgo sulla pinza o sui pistoncini (a secondo se si tratta di freno a disco o freno a tamburo) e vi si infila un capo del tubicino incastrandolo. L’altro capo andrà a scaricare nel recipiente. Si apre la vite con la chiave e si agisce sul comando del freno (è qui che torna utile la persona di supporto). Con comando a fine corsa si serra la vite e si richiama il comando.

Contorllando sempre il livello di liquido nella vaschetta che non scenda mai sotto il livello di guardia si ripete l’operazione sino a quando nel tubicino trasparente non compaiono più bole d’aria.

Siccome non è detto che tutta l’aria sia uscita al termine di questa fase, è preferibile far fuoriuscire un po’ di liquido dopo aver martellato leggermente le pinze (o i pistoncini) in prossimità della vite di spurgo con un manico di cacciavite (o simili). In questo modo possono essere evaquate anche eventuali microbolle che possono esssere rimaste incastrate nel circuito.

Ripetere una operazione di spurgo a distanza di circa 24 ore, così che si possano liberare altri agglomerati di microbolle.

Durante l’operazione la vaschetta va sempre rabboccata in modo che per nessun motivo e in nessun caso la pompa aspiri nuovamente aria.

Il contenitore di recupero non è solo un bigotto richiamo all’ecologia ma il tutto ha una funzione precisa.

Innanzitutto l’olio per circuiti idraulici è altamente corrosivo per le vernici e per alcune plastiche, per cui è bene che il suo tragitto sia controllato e non vi siano schizzi sparsi in modo casuale. Per questo motivo è anche meglio riuscire a tenere coperto il serbatoio di riserva durante l’operazione.

Il liquido evaquato dal circuito non va recuperato, per il rabbocco si usa solo olio fresco preferibilmente prelevato da una confezione sigillata o comunque recente. Questo per evitare i problemi derivati dall’igroscopicità di cui si è detto poco fà. L’ideale resta che si tratti dello stesso tipo di olio in quanto a specifiche DOT.

Se pure il liquido idraulico ha ottime caratteristiche di resistenza alle alte temperature, col tempo si degrada e decade la sua resistenza alle alte temperature.

La durata delle caratteristiche ottimali dei liquidi idraulici per impianti frenanti è normalmente considerata di 2 anni.

Lo Zingaro

Maggiori informazioni sull’impianto frenante si possono trovare nel “Manuale di manutenzione meccanica ordinaria

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