Siete piccoli uomini

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Si dice il peccato ma non si dice il peccatore. E allora taciamo sul peccatore ma diciamo il peccato, perché può accadere a tutti ed è giusto che tutti conoscano il pericolo.

Forse non tutti ricordano, che la rivista “Ruoteclassiche”, nei primi numeri non inseriva le quotazioni dei veicoli storici. Lasciava il giudizio alle trattative di compravendita tra privati senza “mettere becco” nella relazione tra il desiderio di possedere e la volontà di disfarsi delle parti in causa.

In una fase di mercato che stava letteralmente “esplodendo” per la neonata rivalutazione dei veicoli storici, inserire delle valutazioni era alquanto arbitrario, viste le continue rivalutazioni praticamente quotidiane.

Eravamo nella seconda metà degli anni 80′, c’era un’Italia che voleva ancora crescere, c’era il lavoro, le speranze, i progetti. C’era aria di crescita, di volontà di crescita.

Il veicolo storico, auto o moto, scopriva nuovi appassionati, era in fase di piena espansione.

I furbetti del quartierino ci sono sempre stati e non son mancati improvvisati esperti, restauratori, venditori, che sull’onda della moda e della profonda ignoranza (da ignorare, non sapere, non conoscere) dei neo appassionati hanno cercato il “carpe diem” per arricchirsi in modo facile e veloce (qualcuno ci è anche riuscito).

Infatti ci fu una vicenda di un lettore della rivista che si lamentò della poca (eufemismo) serietà di un neonato concessionario, il quale vendeva a carissimo prezzo lavori camuffati e malfatti.

La storia suscitò così tanto clamore che Ruoteclassiche decise di schierarsi e iniziò a pubblicare le valutazioni. Una guida di riferimento per gli appassionati e un punto di partenza per le trattative.

Questo avvenne trent’anni fa.

Se pure sia passata una generazione, il lupo perde il pelo ma non il vizio e solo pochi giorni fa trovo un amico che…

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…la storia si ripete.

Se negli anni 80′ vigeva l’abbondanza per cui “piatto ricco mi ci ficco” era la norma, oggi che vige più ristrettezza ci si aggrappa ad ogni singola fonte di arraffo (scusate il neologismo) per portare al proprio mulino quanta più acqua possibile come se non ci fosse un domani (in effetti a trattare i clienti così non c’è un domani).

Ciò che rattrista, da vecchio appassionato, è che le nuove leve non conoscono questi rischi e i più buoni d’animo (come l’amico che ha espresso il suo dissenso nel post riportato) sono comunque soggetti in pericolo.

A cadere nelle fauci di questi approfittatori si finisce per veder volare via una buona fetta dei propri risparmi verso lidi lontani e senza ritorno. Sto parlando di 5 cifre prima della virgola espresse in Euro per l’amico di qui sopra e 8 cifre espresse in Lire per l’episodio trentennale.

Non erano bruscolini allora e non sono bruscolini oggi.

Il consiglio che mi sento di dare (valido per tutti) è quello di prendere più informazioni possibili sul proprio mezzo. Si signori, sul mezzo che avete. Conoscere bene e a fondo le lavorazioni che vanno eseguite e come vanno eseguite e prima di affidare il mezzo ad un operatore del settore porre alcune domande chiave per metterlo alla prova.

E se la risposta non è convincente…

🙂

Lo Zingaro.

*Per non essere impreparato di fronte al tuo professionista di fiducia, aiutati con le pubblicazioni dello Zingaro

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