L’importanza del filtro dell’aria

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Nel motore non deve entrare nulla che non sia controllato. Dall’aspirazione solo aria. Niente sassolini, polvere, umidità. Solo aria atmosferica.

Nell’aria però rimane in sospensione anche della polvere, ne sanno qualcosa i kartisti quando girano in pista nelle giornate ventose, immancabilmente prima di sera mettono un motore in disparte per ripararlo.

È vero che un kart aspira a pochi centimetri dal suolo e il suo motore ruota attorno ai 15000 giri, per cui è propenso a raccogliere polvere e sporco; è però anche vero, che un comune veicolo aspira comunque aria e lo fa per molti giorni e per molti chilometri. Oltretutto alcune auto hanno la presa d’aria disposta in basso per cui il pulviscolo della strada entra comunque e in abbondanza.

Per questo motivo è bene che ci sia un filtro a trattenere le impurità. Questo andrà periodicamente ripristinato.

Viaggiare con un filtro non ripristinato significa l’imitare la capacità di aspirazione del motore, col risultato di un calo di prestazioni nei motori moderni e un aumento dei consumi nei motori più datati.

I filtri in carta era uso soffiarli periodicamente, ma test alla mano provano che non migliorano di molto la situazione (tra il 5 e il 10%), resta solo un lieve palliativo.

La carta infatti si impregna di pulviscolo, che riceve una costante pressione e si va a inglobare nella carta ostruendone i pori, di conseguenza ne riduce la permeabilità.

Escludere il filtro, se pure ci restituisce un piacevole suono all’aspirazione, può provocare danni ancor più gravi in un tempo minore.

Nei motori moderni, privi di misuratore di portata dell’aria (come anche quelli ad iniezione meccanica di benzina), dove la quantità di aria è calcolata in sede di progettazione e tutto il sistema è proporzionato alle sue caratteristiche, modificare la portata d’aria comporta l’adattamento della carburazione.

La mancanza del filtro permette un maggior accesso di aria che il sistema di iniezione non riesce a considerare, per cui inietterà meno carburante del necessario per una corretta combustione, creando quella che si dice: “una miscela magra”. Il che provoca una combustione in eccesso di ossigeno con relativo surriscaldamento delle parti e immancabile foratura dei pistoni.

I vecchi motori a carburatore resistono di più ma solo perché i carburatori (soprattutto per i modelli più spinti) sono tarati per una carburazione piuttosto “grassa” (ricca di benzina) il che li preserva, almeno per un po’, dall’esternare i danni più gravi.

I motori con misuratore di portata d’aria riescono a compensare almeno in parte, sino a quando gli iniettori riescono a equilibrarsi col passaggio di aria, ma al momento che l’aria supera la quantità per cui sono tarati gli iniettori (e programmata la centralina) non può che andare in carenza di benzina con il rischio delle problematiche sopra citate.

Per il motore diesel, se pure lavora in sovrabbondanza di aria, restano comunque le impurità ad essere dannose.

Lo Zingaro.

*Utili suggerimenti per la manutenzione all pagina “editoria

 

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