Rimontaggio della testata sul motore

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Abbiamo visto nel precedente articolo quali lavorazioni possiamo fare per migliorare la camera di combustione, ma ora siamo arrivati al punto di rimettere le cose a posto perché il motore funzioni.

Abbiamo sul banco la nostra testata. Bella pulita appena arrivata dall’officina di rettifica.

Diamo una bella pulita al piano di appoggio sui cilindri.

Per togliere le tracce della vecchia guarnizione utilizziamo un raschietto con la lama piatta, in modo da non scavare solchi e rendere vana la spianatura del piano testata.

Per raccogliere i residui consiglio di usare un aspirapolvere, anche di tipo domestico, che aspiri con continuità (non solo a termine lavoro) da una zona prossima a quella che si sta pulendo.

Può essere fastidioso lavorare con il rumore vicino all’orecchio ma è il metodo più efficace.

La raschiatura produce trucioli e polveri di guarnizione che potrebbero finire tra i pistoni e i cilindri ed eventualmente nei condotti dell’olio provocando dei seri danni. A poco serve il ripulire con il soffio d’aria al termine del lavoro o periodicamente, anzi, si rischia che alcuni residui vadano ancora più in profondità.

Una volta eseguita la pulizia del piano, vi adagiamo la guarnizione nuova accertandoci del verso di montaggio. Sia come sagoma che come orientamento. Su di una faccia deve comparire la scritta “Top” o “Alto” e questo lato deve essere leggibile con la guarnizione montata sul basamento.

Seguita immediatamente dalla testata completa di valvole.

Ci va molta attenzione a non intaccare o segnare il piano appena lavorato, soprattutto nelle zone dove si congiungerà con la camera di combustione.

Se il motore prevede la presenza di prigionieri per serrare la testata questi ci aiuteranno al corretto posizionamento. In qualsiasi caso sono presenti almeno due anelli di centraggio che escludono ogni possibilità di errore.

Abbiamo appena appoggiato la tastata sulla guarnizione. Che siano dadi o viti che provvederanno alla tenuta, questi vanno puliti e lubrificati al livello della filettatura e della rondella.

Questo serve per evitare ogni forma di attrito che comprometterebbe di raggiungere il corretto valore di serraggio.

Se la resistenza è data dalla forza esercitata dalla spirale della filettatura la coppia letta dalla chiave dinamometrica è corretta, ma se si interpongono degli attriti, il serraggio effettivo risulta minore, poiché parte della forza è assorbita da questi.

Se non abbiamo un’indicazione del costruttore, l’ordine di serraggio deve sempre partire dalle viti poste nella zona centrale della testata e poi si espande verso la periferia. Questo serve a “distendere” il metallo e prevenire deformazioni al raggiungimento della temperatura di regimazione.

Prima si avvita a mano, poi si inizia ad usare la chiave dinamometrica. Anche se conosciamo solo la coppia di serraggio finale a questa ci dobbiamo arrivare per gradi.

Tanti più passaggi utilizziamo per raggiungere il risultato finale, tanto meglio sarà per il motore.

I costruttori danno una sequenza di forze da applicare che è un buon compromesso tra un lavoro di qualità e la rapidità di intervento.

Anche nelle recenti tendenze di dare una coppia di serraggio iniziale abbastanza lieve e poi terminare con la rotazione espressa in gradi angolari si può fare di meglio di quanto venga indicato nei manuali.

Prendiamo ad esempio il motore F.I.R.E. 999 e 1108, che prevede 30 Nm di coppia iniziale e poi due serie di rotazioni della vite di 90° (30Nm+90°+90°). Se ci prendiamo il lusso di dividere le rotazioni angolari in tre fasi (60°+60°+60°) avremo un serraggio complessivamente migliore anche se il vantaggio apportato non è ripagato dal tempo impiegato a compiere l’operazione.

Ogni volta che completiamo uno step in Nm o in gradi angolari su un dado o su una vite passiamo al dado/vite successivo per serrare alla stessa misura.

Ricapitolando:

  • Si puliscono e si lubrificano i filetti e le rondelle.
  • Si serra il primo dado/vite della sequenza ad una certa forza iniziale.
  • Si riporta lo stesso valore a tutti i dadi/viti della testata secondo la sequenza programmata.
  • Si ripete la sequenza più volte aumentando la forza o il valore angolare sino a raggiungere il valore finale.

A questo punto la testata è pronta per terminare il montaggio degli accessori e finalmente far funzionare il motore.

Se il valore finale di serraggio è dato in Nm, dopo un periodo di assestamento conviene controllare ed eventualmente correggerne il valore.

In caso di un errore, vero o presunto, di procedura; se la guarnizione ha già subìto un serraggio, va sostituita. Il rischio che questa non sia più all’altezza di svolgere il suo compito è troppo elevato per non permetterci l’acquisto di una nuova guarnizione.

Ultima raccomandazione: procuratevi i dati e la procedura da fonti attendibili e certe, perché non tutti i motori sono uguali.

Lo Zingaro.

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