Il baricentro, parte 1: Assi e piani di costruzione

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Per costruire o modificare un veicolo, sopratutto se vogliamo utilizzarlo in competizioni o confronti sportivi, oltre alle ovvie modifiche o aggiustamenti del propulsore, va anche studiata la posizione del centro di gravità o più comunemente baricentro. Da questo dipende il comportamento del veicolo in accelerazione, frenata e sterzzata.

L’articolo sarà diviso in tre parti, la prima dedicata al disegno finalizzato alla progettazione, nella seconda andremo a capire come si trova il baricentro in pratica e nella terza come si calcola in progettazione la variazione del baricetnro in base ad accessori e parti che aggiungiamo, togliamo o spostiamo.

Prima di parlare specificatamente di baricentro del veicolo, come trovarlo e come modificarlo, è utile chiarire alcuni dettagli di progettazione fare una piccola digressione sulle tecniche e specificatamente sul disegno in quanto avremo poi a che fare con le misure.

Un qualsiasi solido ha tre dimensioni: lunghezza, altezza e profondità o larghezza.Questi sono gli assi di costruzione su cui si formano i piani di costruzione quando vengono congiunti formando delle figure bidimensionali.

E’ definito asse X la sua lunghezza, asse Z la sua altezza e asse Y la sua larghezza.

Un qualsiasi autoveicolo, in quanto corpo solido composto, ha le tre dimensioni e viene misurato in base agli assi X,Y, e Z come ogni oggetto.

Per convenzione, nel disegno di carrozzeria, l’asse X parte dall’asse ruota anteriore con numeri positivi verso il posteriore e numeri negativi verso l’anteriore. L’asse Z parte dall’asse ruota anteriore con numeri positivi verso l’ato e numeri negativi verso il basso. L’asse Y è calcolato dall’asse di mezzeria del veicolo con numeri positivi a destra e numeri negativi a sinistra. Il punto di osservazione del veicolo è inteso il posto guida in assetto di circolazione su strada.

Questo come convenzione di base, anche se, per i nosttri intenti e ad uso privato, possiamo stravolgere queste regole secondo convenienza.

Da ogni punto zero, secondo il loro asse X, Y, Z, vengono tracciate delle linee teoriche dette “reticoli” normalmente alla distanza di 200 mm tra di loro e per ogni particolare il posizionamento parte da questi tre reticoli che saranno quindi riportati sul disegno nelle verie viste.

Per fare un esempio disegnamo uno specchietto retrovisore interno di un veicolo e inseriamo le quote. Scegliamo un punto dell’oggetto specchietto e cominciamo a dargli le misure di posizionamento, cioè la distanza dal punto zero dei reticoli X, Y, e Z. nel disegno comparirà quindi il reticolo Zero Y (asse del veicolo), 800X (distanza dall’asse ruota anteriore) e 1000Z (altezza dal centro ruota).

Disegnati sul foglio questi tre reticoli nelle varie viste si va a far partire la misura da queste linee verso un punto fisso dell’ogggetto disegnato e da qui partono le misurazioni di tutto l’oggetto.

Lo Zingaro

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